Il Commissariamento per mafia ha rallentato le procedure e messo il municipio in ginocchio

Basti pensare che i municipi sciolti in seguito ad infiltrazioni mafiose hanno nelle procedure di affidamento per i lavori e i servizi pubblici procedure più lunghe e controlli più stringenti. Per questo a fine 2017 la nuova Giunta ha ereditato una gestione “ingessata”, in un momento storico che vedeva Ostia come “crogiuolo” di mafie e delinquenza: abbiamo subito avviato iniziative per fluidificare la macchina burocratica con un primo step l’analisi della situazione AS-IS per definirne il perimetro, identificare priorità e criticità e disegnare il modello a cui tendere TO-BE , tarando la programmazione degli esercizi futuri sull’effettiva capacità operativa degli uffici e le esigenze di un territorio in grave stato di necessità di interventi ordinari e straordinari.

Da un’attenta analisi dei bilanci delle precedenti gestioni, è apparso evidente come il Municipio fosse stato gestito, dal punto di vista economico/finanziario a “marcia ridotta”. Gli stanziamenti in bilancio sono fondamentali per porre in essere tutte le attività, che siano di funzionamento dell’ente, di erogazione dei servizi di competenza municipale (spesa corrente) e di investimento (spesa in conto capitale)  per la realizzazione di opere infrastrutturali. In parole semplici: il budget consente di fare acquisti ed investimenti e senza fondi a bilancio non si può realizzare nulla. Nella contabilità pubblica, i fondi stanziati  – nel nostro caso,  per il Municipio stanziati da Roma Capitale – presentano due grossi rischi che noi abbiamo superato:

  • non riuscire a spendere i fondi stanziati  entro le scadenze previste,
  • non aver stanziamenti sufficienti a svolgere l’attività programmata.

Grazie all’impegno e alla capacità delle strutture apicali, dei dipendenti di Roma Capitale, della buona politica e della parte sana della città, l’amministrazione è riuscita a esercitare uno dei migliori risultati di sempre.

Condividi questo risultato